PROFESSIONI, SI CHIEDE A GRAN VOCE LA TARIFFA MINIMA.

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noi_professionisti_ingegneri_manifestazione_2-640x360Con la manifestazione dello scorso 13 maggio si è riaperta la questione dei minimi tariffari. I professionisti hanno chiesto a gran voce l’introduzione di una legge sull’equo compenso, che valorizzi il merito e non svilisca la professione.

Tale richiesta è avvalorata dalla sentenza 8 dicembre 2016, con cui la Corte di Giustizia Europea ha affermato la legittimità dei minimi tariffari, smentendo la tesi in base alla quale la liberalizzazione dei compensi e l’abrogazione delle tariffe minime obbligatorie fossero pretese dall’Europa.

Una manifestazione che, a prescindere dagli effetti che ne scaturiranno, è ad ogni modo storica, in quanto si tratta della prima volta che i rappresentanti di molteplici categorie, dagli ingegneri agli architetti, dai medici agli avvocati, si sono uniti a Roma in una grande marcia pacifica.

Minimi tariffari: la sentenza della Corte Europea

Nella sentenza la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che  la determinazione di tariffe fissate per legge  per i servizi prestati da professionisti (nel caso specifico procuratori legali) senza possibilità di negoziazione tra le parti,  non contrasta  con le regole sulla libera concorrenza.
 
Nella sentenza, quindi, la Corte UE sottolinea che  il procedimento di formazione delle tariffe è di competenza statale  e che, se la liquidazione degli onorari avviene attraverso un intervento dei giudici nazionali, vincolati dagli importi fissati dalla legge interna, non vi è violazione della normativa UE.

Equo compenso: le richieste dei professionisti

Secondo Alessandro Ridolfi, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma (tra i promotori della Manifestazione del 13 maggio scorso) “la sentenza della Corte dimostra, a maggior ragione, che  l’assenza dei minimi non è una richiesta dell’Europa”  e che la loro reintroduzione, per legge statale, sarebbe una scelta legittima. “Ad esempio, i minimi tariffari esistono e non sono mai stati aboliti in Germania” ha continuato Ridolfi. “È ora di introdurre una norma sul giusto compenso a  tutela della dignità dei professionisti  e a garanzia della qualità dei servizi che forniamo ai cittadini”.

All’indomani della Manifestazione dello scorso 13 maggio a nella Capitale, il Presidente degli architetti di Roma ha ribadito: “Al Governo e al Parlamento chiediamo che   prendano atto del malcontento che hanno mostrato i 30.000 professionisti in piazza sabato.  In molti hanno lamentato, negli anni, lo svilimento della professione;  le gare al ribasso non hanno giovato e non giovano a nessuno , cittadini in primis. Abbiamo già avuto il sostegno di alcuni politici e perfino gli auguri di buona riuscita della manifestazione da parte del Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano, è giunto ora il momento di essere ascoltati. Chiediamo un dialogo per presentare le nostre istanze al Governo”.