Ricostruzione post sisma, è legge il primo “decreto terremoto”.

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amaVia libera alla legge per i territori dell’Italia centrale colpiti dal terremoto del 24 agosto e da quelli successivi di ottobre. L’Aula di Montecitorio ha convertito in legge il cosiddetto “decreto terremoto”; vediamo in breve quali misure prevede.

La legge prevede che i Comuni possano affidare senza gara i lavori per il recupero del patrimonio artistico di importo inferiore a 40mila euro e assumere personale in deroga.
In ognuna delle Regioni colpite dagli eventi sismici, è prevista l’istituzione di “uffici speciali per la ricostruzione”, presso i quali è costituito uno sportello unico per le attività produttive (Suap) unitario per tutti i Comuni coinvolti.
Vengono inoltre regolate le procedure per il noleggio dei container da installare nelle zone colpite in attesa della realizzazione delle casette.
La legge stanzia 300 milioni di euro: 200 milioni per gli interventi di immediata necessità mirati alla riparazione di prime e seconde case e 100 per coprire il differimento delle imposte e le altre misure di sostegno. In particolare la legge prevede la sospensione dei pagamenti di tutte le bollette, comprese assicurazione, conti telefonici e canoni tv, per sei mesi a partire dal giorno del terremoto.
Possono accedere agli aiuti per la ricostruzione e la riparazione degli edifici sia le prime sia le seconde case e anche le imprese. All’interno del cratere del sisma, individuato dalla legge, sia le prime sia le seconde case possono accedere ad un contributo del 100% dei costi per la ricostruzione. Fuori dal cratere, il contributo del 100% spetta solo alle prime case e alle seconde case situate nei centri storici e nei borghi. In tutti gli altri casi il contributo ammonta al 50%.

terremotoUlteriori 35 milioni sono stanziati invece in favore delle PMI, anche del settore agro-alimentare, che hanno subito danni. 30 milioni arrivano dall’INAIL, per la realizzazione di progetti di investimento e formazione nei settori della salute e della sicurezza sul lavoro.

 È legge anche l’obbligo, da parte delle quattro Regioni colpite dal sisma (Abbruzzo, Marche, Lazio e Umbria) di effettuare verifiche di tenuta sismica sui presidi ospedalieri, mentre spetterà all’Anas, in quanto soggetto attuatore della Protezione Civile, il compito di provvedere agli interventi di messa in sicurezza e di ripristino della viabilità delle infrastrutture stradali danneggiate.

Ricordiamo che, dopo il sisma che ad ottobre ha nuovamente colpito il Centro Italia, erano già stati stanziati 40 milioni di euro ed era stato approvato un altro decreto legge che consentiva interventi accelerati per il ripristino dell’agibilità degli edifici privati e per l’individuazione delle aree sui cui installare le strutture temporanee per far fronte all’esigenza abitativa.