QUANTO CI COSTANO GLI INFORTUNI IN EDILIZIA. Il settore più colpito dagli incidenti sul lavoro.

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Il fenomeno degli infortuni sul lavoro rappresenta una triste realtà di interesse mondiale a causa dell’impatto sociale ed economico che le conseguenze degli infortuni possono avere sulla popolazione lavorativa e sulle aziende. Si pensi che il costo degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è compreso tra il 2,6% e il 3,8% del prodotto interno lordo!sicurezza-sul-lavoro-t0

Sono l’edilizia e l’agricoltura, secondo un rapporto presentato dall’ISPESL (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro), i settori con la più alta frequenza di infortuni sul lavoro, malattie professionali ed incidenti mortali.

Oggi più che mai la sicurezza sul lavoro è una partita che deve vedere seriamente impegnati tutti i giocatori in campo, dagli enti pubblici ai sindacati, dalle aziende interessate fino ai lavoratori stessi, per poter avere un adeguato contesto normativo, informativo e praticamente sostenibile.

L’evento infortunistico non deriva mai da un’unica causa o da un unico responsabile, ma è il risultato di un’interazione tra elementi esterni, oggettivi e razionali ed elementi interni, soggettivi e irrazionali: i diversi fattori di causa possono riguardare l’organizzazione, le caratteristiche, l’ambiente, le sostanze, gli strumenti tipici dell’attività svolta e quelli riguardanti l’uomo, dalle sue attitudini alle sue conoscenze, dalla sua abilità-esperienza alle sue condizioni psicofisiche.
I fattori cosiddetti umani comprendono un ampio spettro di variabili che coinvolgono lavoratori, tipo e ambiente di lavoro, quali ad esempio uso e manutenzione dei dispositivi di manutenzione, rispetto di standard e procedure di lavoro.
Al fine di valorizzare il peso di questi fattori nella gestione della sicurezza vanno prese in considerazione politiche comuni, visioni condivise, quali la sicurezza come valore aziendale e la trasparenza dei processi organizzativi.

Prevenzione, protezione, informazione, formazione, addestramento e organizzazione: rendere un ambiente di lavoro più sicuro vuole dire non solo garantire la salute dei lavoratori ma anche incrementare la produttività e la redditività aziendale. L’applicazione di valide strategie preventive potrà risultare all’inizio solamente un dispendio di risorse economiche per l’azienda, ma nel tempo risulterà un investimento positivo con un drastico abbattimento dei costi determinando, al netto, un potenziale guadagno in termini economici e un aumento della produttività aziendale. Il Datore di Lavoro (ma anche gli altri responsabili della sicurezza) deve conoscere a fondo le caratteristiche di tutte le mansioni espletate nella propria azienda. Per un’azienda non è sempre chiaro quali costi sono da ricollegarsi alle malattie e agli infortuni sul lavoro, proprio perché spesso non si conoscono i benefici potenziali di una buona gestione della sicurezza e della salute.

Per quanto riguarda i lavoratori, il loro obiettivo principale deve essere l’assunzione di un comportamento idoneo a tutelare la propria sicurezza. Essi dovranno seguire in maniera attenta e critica i corsi di formazione e informazione e adottare tutte le misure di sicurezza che li riguardano in prima persona e collaborare affinché la collettività assuma il giusto atteggiamento per preservare la sicurezza. Essendo i lavoratori i principali protagonisti dell’attività che si svolge in azienda, essi dovrebbero porsi anche un altro obiettivo: collaborare in maniera attiva non solo tra loro, ma anche con le altre figure della prevenzione. Il significativo dato su cui tutta la comunità scientifica è concorde nell’affermare che la causa prevalente degli infortuni sul lavoro è il comportamento umano (circa 80%), molto più che la carenza strutturale od organizzativa.

L’edilizia in particolare è il settore lavorativo con il più alto tasso di infortuni sia gravi, sia mortali. Ciò accade perché i cantieri edili necessitano di lavorazioni oggettivamente ad alto rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori. La tradizione storica del nostro paese, relativa agli incidenti gravi e mortali in edilizia, è purtroppo una triste parentesi negativa all’interno dell‘Unione Europea. Basti sapere che l’Italia, nel decennio 1996-2005, è risultato il paese con il più alto numero di morti sul lavoro in Europa.

Tra le cause organizzative degli infortuni, potremmo elencare: mancata revisione di macchine o attrezzature; obsolescenza delle forniture; stress dell’operatore; scarsa informazione sull’utilizzo della macchina; poca esperienza o troppa esperienza; mancata formazione-addestramento dei lavoratori; mancata collaborazione dei colleghi. A ciò aggiungiamo, spesso, le scarse competenze e un vago disinteresse, dei datori di lavoro e dei dirigenti, in materia di salute e sicurezza sul lavoro. La Commissione Parlamentare di inchiesta ha approvato il 15 gennaio 2013 la Relazione Finale sul fenomeno degli infortuni sul lavoro. Si conclude così un’accurata e dettagliata attività di indagine sul fenomeno degli infortuni sul lavoro con particolare riguardo alle cosiddette «morti bianche». Uno degli argomenti dei quali la Commissione si è occupata più attivamente nel corso della sua inchiesta è quello degli infortuni legati all’uso di macchine e attrezzature di lavoro. Alcune macchine e attrezzature non dispongono infatti di tutti i necessari dispositivi atti a garantire la sicurezza degli operatori, perché troppo vecchie. Il secondo aspetto riguarda invece i requisiti individuali degli operatori necessari per l’utilizzo dei mezzi, sia dal punto di vista psico-fisico (ad esempio in rapporto all’età), sia sotto quello di un adeguato addestramento. Tra gli argomenti di maggiore rilievo affrontati nell’inchiesta della Commissione è quello della mancata sicurezza sul lavoro nel settore degli appalti e subappalti, a causa dei subappalti con contrazione massima di prezzo e affidamento dei lavori a ditte di piccole o piccolissime dimensioni prive di una cultura della sicurezza. E’ bene, quindi, che un‘Azienda, un‘Impresa o qualsiasi altra Committenza tenga ben presente l’importanza della Salute e Sicurezza sui propri luoghi di lavoro, cosicché non accada che risparmiando su di essa, si ritrovi poi a pagare una cifra 1000 volte superiore sia da un punto di vista sia monetario che psico-sociale.
E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Bando Incentivi Isi 2014, promosso dall’Inail, che mette a disposizione delle imprese che vogliono investire nella sicurezza sui luoghi di lavoro oltre 267 milioni di euro a titolo di contributi a fondo perduto. Precisamente il finanziamento riguarda progetti finalizzati al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza del lavoro o all’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale. Dal 3 marzo 2015 le imprese potranno inoltrare on line le domande di finanziamento.